
Morbido al tatto.
Rumoroso alla vista.
Elmetto e la nuova finitura floccata. La superficie rende la silhouette più densa, i nuovi cinque colori diventano attitudini. Edizione limitata ad un anno.
La precisione della geometria incontra la morbidezza della floccatura, il rigore del progetto, dei colori che non si comportano con altrettanta disciplina. È proprio nel contrasto che questa edizione trova la propria identità: morbida al tatto, rumorosa alla vista.

1976 / 2026
Disegnata da Elio Martinelli nel 1976, Elmetto nasce da pochi elementi essenziali: una base cilindrica nella parte superiore e conica in quella inferiore sulla quale si innesta il riflettore orientabile. Una geometria rigorosa, costruita intorno ad un movimento semplice per orientare la luce, mentre il pulsante, ben visibile sul corpo, si trova facilmente anche al buio.
Cinquant’anni dopo, basta guardarla per riconoscerla. Poi basta avvicinarsi per accorgersi che qualcosa è cambiato.





Elmetto 50
Prima si guarda, poi si ha voglia di toccarla.
La floccatura, la nuova finitura, è una rilettura volutamente più audace rispetto alla purezza del progetto originario.
Questa texture produce un piccolo cortocircuito percettivo: la forma resta rigida e rigorosa, ma al tatto diventa morbida, quasi tessile. Ed il profilo di Elmetto acquista maggiore densità visiva e fisica.
Poi arriva il colore.
Blu Elettrico, Fucsia, Ruggine, Verde Smeraldo e Rosso Borgogna sono cinque tonalità sature, a tratti shock, che recuperano qualcosa della libertà cromatica e dello spirito sperimentale che attraversava il design tra gli anni Sessanta e Settanta.


Elmetto 50 Fucsia preferisce esporsi, è spontaneo, espansivo, difficile da trattenere.


Elmetto 50 Ruggine è concreto, legato alla materia, con i piedi per terra.


Elmetto 50 Rosso Borgogna è profondo, introspettivo, magnetico.


Elmetto 50 Blu Elettrico ha una sicurezza composta, è razionale, sicuro, orgoglioso


Elmetto 50 Verde Smeraldo prende direzioni meno prevedibili, è digitale, fuori rotta.
5 colori, 5 attitudini
Forse è anche così che un progetto continua: conservando abbastanza di sé da essere riconosciuto e abbastanza libertà da sorprendere ancora.




